La giornata della Memoria 2010

La giornata della Memoria 2010

Come ogni anno i ragazzi delle classi terze del nostro Istituto partecipano alla commemorazione della Giornata della memoria per non dimenticare tutte le vittime dei campi di concentramento. Ecco il programma:

Aula Magna della Lante della Rovere
- introduzione del Dirigente Scolastico D.ssa Carla Alfano;
- intervento Prof.ssa Francesca Martini, letture da Marek Edelman;
- testimonianza Dott.Aldo Pavia;
- intervento di alcuni allievi con letture sul tema;
- concerto per violino e clarinetto Aron ed Elia Chiesa, con accompagnamento al pianoforte del maestro Renato Chiesa.

Biblioteca Alfieri
- diretta video conferenza della Sig.ra Liliana Segre sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz ;
- concerto degli allievi del conservatorio G. Verdi di Milano.

Estratto dall’intervento della Prof.ssa Martini
Questa è una Giornata della memoria diversa dalle altre: infatti è morto lo scorso ottobre l’ultimo testimone della rivolta del Ghetto di Varsavia: Marek Edelman. A Varsavia, nello spazio di tre chilometri quadrati erano stati rtinchiusi 500.000 ebrei, la maggior parte dei quali ne sono usciti solo per essere sterminati dai nazisti a Treblinka.
Ma tra aprile e maggio del 1944 avvenne un fatto straordinario: con poche armi e un’incredibile voglia di vivere, Marek Edelman e gli ultimi sopravvissuti riuscirono a tenere in sacco lo strapotere nazista. Con Edelman si chiude l’epoca della testimonianza; a noi deve rimanere la memoria.
Solo attraverso lo studio, la conoscenza, la ricerca delle fonti saremo capaci di scegliere, di distinguere il giusto dall’ingiusto senza finire nell’indistinto in cui ogni revisionismo può attecchire.

“Dietro di me c’è il nulla. Quel nulla dove sono andate le centinaia di migliaia di persone che io accompagnavo ai vagoni. Non ho il diritto di parlare a nome loro, perché non so se morivano nell’odio oppure perdonando i loro carnefici. E nessuno ormai lo potrà sapere. Ma ho il dovere di vegliare affinchè il ricordo di loro non scompaia. So che bisogna ricordarsi di quelle donne, bambini, uomini vecchi e giovani che sono svaniti nel nulla, assassinati senza ragione e senza senso. So che è necessario serbarne la memoria.

Ogni essere umano può rivelarsi capace di commettere cose tanto atroci e gli umani vanno messi in guardia da questo pericolo. L’uomo è riuscito a dominare la terra perché ha saputo abbattere e distruggere ogni ostacolo sulla sua strada. E oggi ancora, in ognuno di noi, è latente l’atavica tendenza a distruggere, a uccidere. Questa inclinazione va domata. La civiltà e la cultura hanno imposto all’uomo dei limiti, aiutato a contenere quell’inclinazione, insegnato a frenare le pulsioni di conquista e a convivere con gli altri: insomma, hanno reso più buoni gli uomini. Ma non è andata sempre così. E’ accaduto anche che grandi menti e grandi talenti si siano messi al servizio di un potere criminale. Su commissione dell’ideologia hitleriana, tesa a distruggere i “subumani”, hanno sottomesso la loro scienza e il loro sapere all’efficienza della macchina genocida.
….
Bisogna dunque vigilare affinchè la cultura coltivi la bontà, e non l’odio. … Invero è tanto più semplice destare l’odio che indurre all’amore. L’odio è facile. L’amore richiede sforzo e sacrificio. Tolleriamo che sulle strade delle città di paesi democratici, in nome delle libertà democratiche sfilino parate di odio e di intolleranza. E’ un cattivo segno. E non è prova di democrazia, la quale infatti non consiste certo nell’accondicsndere al male, nemmeno al più piccolo, perché può crescere senza preavviso. Dobbiamo insegnare nelle scuola , negli asili, nelle università che il male è male, che l’dio è un male e che l’amore è un dovere. Dobbiamo lottare contro il male in modo che colui che lo perpetua, capisca che non ci srà scampo per lui.”

Merek Edelman
Varsavia, 27 giugno 2005